A cura di Andrea Caser

I pionieri del baseball bolzanino furono, nel 1955, alcuni studenti dell’ITI e dell’ITC che, incuriositi alla vista di un gruppo di Americani della FTASE (Forze Terrestri Alleate Sud Europa) che giocherellavano con guanti e palline sul greto del Talvera, cercarono di formarsi una prima approssimativa idea di cosa fosse il baseball.

Quasi per scherzo scrissero al mitico New York Yankees chiedendo informazioni e un po’ di materiale. In risposta arrivò uno scatolone con alcuni vecchi guanti, un cappellino usato, alcune palline ed un regolamento in inglese. Ha così inizio una passione che si intensifica, sia pur sempre a livello di passatempo, al punto tale da coinvolgere, sotto la guida particolare di Ennio Michelucci, altre persone, tra le quali da ricordare in particolare Alessandro Leurini, Livio Aleandri (che era stato fra i fondatori della FIPaB divenuta poi FIBS, per cui fu nominato più tardi “Senatore del baseball”) a quei tempi arbitro di baseball, i fratelli Tarascio e Franco Lenzi.

Si iniziò così a giocare senza precise nozioni tecniche, con materiali recuperati o costruiti artigianalmente, come le mazze di legno realizzate al tornio da un falegname locale.

Fra i primi giocatori vi furono fra gli altri Gianfranco e Ottorino Zambai, Pierluigi Mossenta, Ugo Frizzera, Gianni Foggiato, Giulio Mattivi, Giovanni Bertamini, Sergio Zanettini, Bulian, Fausto De Chiusole (autore del primo “fuoricampo” battuto contro le vetrate dell’ITC), Enrico “Ercolino” Leonardi. Si continuò per alcuni anni con attività promozionale, della quale purtroppo non è rimasta traccia alcuna, con altre società del Veneto (Padova, Verona, Rovigo,Treviso), mantenendo tuttavia i contatti con alcune delle maggiori leghe professionistiche d’oltre oceano.

I presidenti Mossenta, Bulian, Zambai si alternarono alla guida ed alla conduzione tecnica della società, autofinanziandosi e con una organizzazione comunque, nonostante la buona volontà, sempre pionieristica ed a livello di hobby.

Nel 1960 arriva a Bolzano in servizio militare Orsolato –“prima base” del BENCINI di Verona - squadra di serie A - e ecco quindi anche il primo vero esperto di baseball, che introduce l’insegnamento dei “fondamentali”, la strategia di gioco, la metodologia della preparazione tecnica e psico-fisica. Non è un caso, perciò, che nel 1961 la neocostituita società BOLZANO BC si affilia alla FIPAB, e pertanto da quell’anno si può far risalire l’inizio dell’attività agonistica ufficiale. Si hanno le prime manifestazioni di richiamo, fra cui quella a Cortina d’Ampezzo nel giugno 1961, quando due formazioni, una americana e quella di Bolzano, danno vita ad un incontro amichevole in onore del Presidente tunisino Burghiba.

Si gioca sui campi Lancia, con allenamenti sul greto del Talvera e a Frangarto, là dove negli anni seguenti si trasferirà l’asta della frutta.

Nel 1965, in seguito ad una leva effettuata presso gli Oratori di Don Bosco e Cristo Re, nasce la prima squadra giovanile (Juniores) sotto la guida di Ernesto “Charly” Carlini: fra i giocatori più noti Andrea Mazzucchi, “Gianon” Prudenziati, Erminio “Renzo” Mosca, Fulvio “Bruco” Mattivi, Marco Demanincor. E viene a dar man forte anche un giocatore di hockey, il grande Carmine Tucci. E pure dall’hockey vennero Romeo Tigliani e Giorgio “stecca” Zanellato, a testimonianza di un binomio, baseball ed hockey, particolarmente fortunato, destinato a protrarsi anche nei decenni successivi. Questa squadra battendo la Tridentina (la prima squadra di Trento) al suo primo anno di attività diventa campione regionale ed affronta in trasferta la Libertas Trieste nello storico campo militare USA di Villa Opicina, dove patisce tuttavia una sonora sconfitta. Molti dei componenti di quella squadra svolgeranno, nel ventennio successivo, terminata la carriera come giocatori, un ruolo importante come tecnici e dirigenti.

Sono anni di grande vivacità per il movimento del “batti e corri” altoatesino: nel 1967 viene fondato l’H.C.Latemar/sez. baseball, che si laurea campione regionale e gioca a Parma contro l’Astra, squadra nella quale giocavano Giorgio Castelli, Jaschi, Cattani, Bertoni ed altri che poi vestirono per tanti anni la maglia azzurra. Seguirono il primo Bolzano Yankees (che dopo qualche anno fu assorbito dal Bolzano BC) e altre società fino ad arrivare negli anni 1965-1966-1967 a 6 formazioni. Sotto la presidenza di Gianfranco prima ed Ottorino Zambai poi, si svolgono allo Stadio Druso molti incontri di campionato ed ogni anno una partita amichevole con la base americana della SETAF di Verona. Importante per la crescita del movimento è il contributo offerto nel quinquennio 1965-1970 da Federico “Kiko” Corradini, giocatore del Verona, divenuto poi il più grande lanciatore mancino italiano di tutti i tempi (Fortitudo Bologna e Nazionale) che, recandosi a Bolzano ogni martedì per ragioni di lavoro, puntualmente mette a disposizione la sua esperienza negli allenamenti della squadra.

Altra tappa significativa è rappresentata dal 1967, allorchè il Presidente del Bolzano Bc Renato Consoli porta nella nostra città per uno stage il numero 1 dei tecnici italiani dell’epoca, Gigi Cameroni, recentemente scomparso, grande manager e ricevitore di Giulio Glorioso in nazionale ed Europhon Milano, più volte campione d’Europa e sei volte campione d’Italia. Questo è il primo passo perché il baseball altoatesino esca dall’ isolamento in cui versa.

In seguito tuttavia ll numero dei club diminuì fino a ridursi al solo BOLZANO BC che praticava attività con una squadra di serie D ed una Juniores. Nel 1969 queste due formazioni vinsero i rispettivi gironi arrivando nelle finali nazionali a giocare la prima contro Grosseto, Genova e Ronchi dei Legionari allo stadio “Gianni Falchi” di Bologna, la seconda contro il Tanara Bc di Parma sul campo del “Boschetto” di Verona.

Un capitolo a parte merita la saga del campo da baseball tra alti e bassi. Con la regolazione del letto del Talvera realizzata dall’ing. Michele Lettieri con l’aiuto dei militari del 4° Corpo d’armata, si era ricavato un campo regolamentare sulla sponda sinistra del torrente. Si era già installata una recinzione e la fossa biologica per scaricare le acque delle docce, si era già sparsa la terra vegetale e provveduto alla semina dell’erba, cresciuta rapidamente creando un bel prato là dove prima c’erano solo sassi. Ma a quel punto la cosa diede fastidio a qualche politico, che fece modificare integralmente l’opera di Lettieri, creando grandi anse nel corso del torrente, una delle quali andò proprio a distruggere il “nostro” campo, salvando però e dando più ampio respiro all’adiacente campo destinato alla squadra di pallamano del prof. Gutweniger.

Bontà loro le Autorità nel 1973 consentirono al baseball di passare sulla sponda destra del Talvera, dove venne creato anche uno spazio destinato ad eliporto al servizio dei militari. Si dovette quindi ricominciare da capo, eliminando i sassi più grossi da quel terreno, spargendo ancora terra vegetale e riseminando l’erba, tutti lavori che vennero realizzati anche grazie all’aiuto spontaneo di tanti volontari (giocatori, dirigenti, simpatizzanti) che prestarono gratuitamente la loro opera. Il Comune fece infine la sua parte recintando il terreno e permettendo di utilizzare parzialmente gli spogliatoi destinati alle squadre di calcio e costruiti dai militari sotto la guida di Lettieri (le lastre di porfido dello zoccolo esterno erano dono proveniente dalla cave di Franco Marazzi). Si potè utilizzare come tribuna per il pubblico la gradinata costruita quale argine a protezione delle case affacciate sul torrente. Attraverso vari interventi si arrivò, grazie anche alla rinuncia dei militari all’eliporto, ad un campo se non regolamentare, almeno accettabile per una attività peraltro ancora limitata. Si costruì il tabellone segnapunti, rudimentale, ma migliore di quelli di tanti altri campi quasi regolamentari, e via via tutte quelle infrastrutture necessarie per una buona agibilità del diamante.

Questa sistemazione - il campo venne nel frattempo intitolato all’atleta Tiziano Lazzarini, perito in un tragico incidente automobilistico - durò fino al 2000, fin quando cioè venne completato quello che oggi è il campo regolamentare da baseball di Bolzano.

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