Il 1970 è un anno chiave per il baseball altoatesino: non solo inizia un nuovo decennio, ma si apre un ciclo che durerà ben tre lustri, fino al 1985, sotto la presidenza di Renato Milani, che succede a Renato Consoli, e la guida tecnica di Erminio “Renzo” Mosca. Viene operato un drastico rinnovo generazionale, affidando appunto alla direzione tecnica di Mosca un gruppo di giovanissimi atleti che nel prosieguo degli anni avrebbero dato corpo al “grande” Bolzano Bc. Ecco i nomi di alcuni dei protagonisti di quegli anni: Pinuccio Saracino, Claudio “Caio” Taraschievic, Stefano “paranco” Perissinotto, Diego Azzolini, Mauro Bellinazzi, Renzo Marangoni, Dario Costa, Massimo “macchina” Laurati, ” Jimmy Endrizzi”, Mauro “Grillo” Grillenzoni, Hauser Rinaldo, Roberto Donà, Peter Fanelli, Tiziano Lazzarini, tutti ragazzi nati negli anni 56-57-58.

Per fare spazio ai giovani virgulti del vivaio biancorosso viene sciolta di conseguenza anche la mitica batteria formata dal catcher Andrea Mazzucchi e dal pitcher Gianni Prudenziati. Quest’ultimo, grazie ai buoni uffici esistenti tra il manager Renzo Mosca ed il “maestro” Giordano Gregoret, G.M. dei Black Panters di Ronchi, ed al rapporto di amicizia e collaborazione instauratosi tra le due società, viene ceduto alla società friulana, primo bolzanino a giocare in serie A, dove disputa due stagioni da protagonista e merita, pur senza giocare, due convocazioni azzurre a Tirrenia, sotto la guida di Chet Morgan. In quel periodo gioca con Carlos Guzman ed ha come avversari giocatori del calibro di Giorgio Castelli, Giulio Glorioso, i fratelli Lauri, Corradini, Rinaldi, Luciani. Tra le sue performances v’è da ricordare un record di 23 strike-out nel campionato De Martino stabilito a Firenze.

I primi anni settanta vedono una crescita continua del Bolzano Bc. Nel 1972 la neocostituita squadra allievi, plasmata dalle mani di Mosca, conquista al primo anno di attività il titolo di campione interregionale e accede alle finali nazionali dove viene eliminata dal Lodi. Due anni dopo lo stesso gruppo si arrampica fino alle semifinali, dopo aver battuto addirittura la squadra campione d’Italia di categoria, il Cuminicucine di Ronchi dei Legionari, dopo un’epica sfida conclusasi vittoriosamente agli extrainning per 5-4. Lo stesso organico si impone anche nella categoria juniores, sotto la guida di Bruno Zeni, confezionando nel corso degli anni un palmares assolutamente invidiabile: cinque titoli di campione regionale e interregionale allievi e cinque titoli di campione regionale juniores, in pratica un dominio assoluto a livello giovanile nel Trentino - Alto Adige. Le soddisfazioni per il sodalizio del presidente Milani non mancano neppure a livello seniores: sotto la guida di Mosca negli anni dal 1970 al 1974 la formazione bolzanina si classifica più volte al primo posto nel proprio girone del campionato nazionale di serie D, per poi giocare nel biennio successivo nella categoria superiore.

Il 1977 è un anno fondamentale per il baseball altoatesino: nasce il Pool 77, di cui riferiamo in seguito, ed il Bolzano BC conquista la serie B (in realtà una quarta serie, giacché all’epoca la struttura dei campionati della FIBS prevedeva la Serie Nazionale, la A1, la A2, la B, la C e la D), sconfiggendo nel match decisivo il Chiarbola (TS) per 5-2. E’ questo il primo di otto consecutivi campionati di categoria disputati dal Bolzano, occupando sempre posizioni di assoluto prestigio. Frugando nei ricordi di quell’ultimo scorcio degli anni settanta indimenticabile è la stagione 1979, in cui il Bolzano riesce a conservare l’imbattibilità casalinga.

La crescita del movimento è favorita anche da alcuni stages tecnici tenuti nei primi anni settanta a cura della FIBS. Il primo, durato tre giorni, fu diretto da Max Ott, leggendaria figura di padre e teorico del baseball italiano, che continuò fino a tardissima età a trasmettere ai giovani di tutta Italia la sua lunga e profonda esperienza. Il secondo, di più ampio respiro, venne condotto dall’americano Pat Warren, della Miami University, il quale diede anche personale esempio dell’impegno e del sacrificio che sono richiesti ad un atleta: al termine di ogni lunga sessione di allenamenti e di istruzione, impostata specialmente sull’importanza dei “fondamentali”, quando i giovani atleti se ne andavano a lavarsi ed a cambiarsi, invece di riposare si faceva ancora un buon numero di giri del campo, per sciogliere i muscoli e tenersi in forma!

Per lunghi anni vivaio di giovani atleti praticanti il baseball ed il softball fu la Scuola Media Alfieri di Bolzano, grazie all’instancabile opera del professore di educazione fisica Carlo Benini, che era stato giocatore e manager del primo Bolzano BC, soprannominato bonariamente “Pisello” dai suoi giovani allievi a causa del colore della tuta che indossava in palestra. Fu quello un periodo veramente felice perché ogni anno si presentavano nuovi ragazzi impazienti di calcare la terra rossa di un vero campo da baseball in un’attività più avanzata rispetto ai Giochi della Gioventù, dove peraltro ottennero sempre grossi risultati in campo nazionale. Scomparso Carlo Benini, il suo testimone fu raccolto nel mondo della scuola da diversi insegnanti di educazione fisica, uno per tutti Diego Azzolini, ex giocatore del Bolzano BC.

La vivacità del movimento altoatesino del “batti e corri” è testimoniata anche dalla diffusione della disciplina nella provincia di Bolzano. Nascono in quegli anni altre società, come l’OLD CROWS SC a Bolzano, presidente Vitale “Beppe” Piroli, il Brixia Bsc di Bressanone presidente Innocenzi (ma “deus ex machina” Enrico “Ercolino” Leonardi), e la Sezione baseball dell’As Merano.

Un capitolo a parte merita il Peterköfele Bsc di Laives, voluto da Franco Marazzi per venire incontro al desiderio di un gruppo di ragazzini della locale Scuola media di praticare il baseball. Presidente fu nominato Hermann Zanotti (interessante l’insperata adesione di personaggi del gruppo etnico tedesco). Pure dall’Autorità politica locale ci furono incoraggiamenti, al punto che l’Assessore competente, Edy Weis (S.V.P.), aveva ottenuto un finanziamento per la realizzazione di un campo da baseball che, sia pur ridotto all’osso, sarebbe stato tuttavia il primo campo in provincia di Bolzano finanziato e costruito interamente dall’Ente pubblico: ma le cose non dovevano andare così. Purtroppo la neonata società non ebbe nessuna forma di sostegno dalle altre società bolzanine né vi fu alcun intervento da parte della FIBS: solo, ma a titolo personale, il vice presidente federale Elio Bertirotti di Genova regalò simpaticamente la maschera e la corazza da ricevitore a suo tempo usate da suo figlio. Si cercò di praticare attività giovanile sotto la guida tecnica (?!) di un maresciallo pilota della Guardia di Finanza, Pippo Traino, e dell’appuntato dei Carabinieri Mario Cecarelli in servizio alla Caserma Guella di Laives, che in gioventù avevano avuto giocato con mazze e palline. Franco Marazzi, dapprima in nome del Peterköfele ed in seguito personalmente, ideò e patrocinò per oltre dieci anni la “Coppa al merito del baseball” che, ben presto affiancata dalla “Coppa al merito del softball” patrocinata da Livio Aleandri, intendeva premiare chi avesse ben meritato delle due discipline. Tra i personaggi premiati ricordiamo Ernesto “Charly” Carlini, Erminio “Renzo” Mosca, Enrico “Ercolino” Leonardi, Andrea Mazzucchi e il Senatore del baseball Livio Aleandri, nel momento triste della sua partenza da Bolzano per trasferirsi a San Daniele del Friuli: in lui fu riconosciuto il fautore dell’arrivo del baseball in terra altoatesina.

Fra i fatti salienti del periodo vi è da segnalare la nascita, nel 1973, dello Yankees Bc Bolzano, presidente Franco Marazzi, quale emanazione del Bolzano BC dedicata alla preparazione delle nuove leve. Separatosi dalla casa madre nel 1977 e preso il nome di Bc Pool 77, grazie a dirigenti come Ernesto “Charly” Carlini, rivelatosi anche grande preparatore di lanciatori come Pier Paolo Perissinotto, Alessandro Magri e Marco Mazzucchi, ed alla lungimiranza di un personaggio come Fulvio “Bruco” Mattivi, inizia nel 1978 in assoluta autonomia l’attività in serie C, grazie anche alla generosa sponsorizzazione da parte della Compagnia di Assicurazioni Winterthur. La presidenza passa tra gli altri a Bruno Flor, a Luciano Postal e ad altri.

Inizia così un dualismo sportivo che da un canto pone fine all’era dell’egemonia della società principale, il Bolzano BC – il che di per sé non è un fatto negativo - ma dall’altro impedisce al baseball altoatesino di puntare immediatamente alla serie A. Incomprensioni tra la vecchia dirigenza del Bolzano BC e la nuova dirigenza del Pool 77 portano ad una divisione delle forze di per sé deleteria, soprattutto tenendo conto delle ridotte dimensioni della “piazza” di Bolzano, circostanza che impedisce di fatto di allestire una formazione capace di conquistare fin da subito la promozione nella categoria superiore, che verrà conquistata solo a metà degli anni ottanta. Atleti di ottimo livello come Massimo“Macho” Zecchini, Alessandro Magri, Luigi Nurrito, Aldino Tombolato, Fabio Perissinotto e tanti altri non avranno mai la possibilità di giocare nella seconda serie nazionale proprio a causa dei dissidi tra i due sodalizi cittadini.

Un piccolo episodio a suffragio di questa affermazione: una selezione formata dai migliori elementi del Bolzano BC e del Pool 77, sotto la guida di Mattivi coadiuvato da Pellizzari e Taraschievic, partecipa nei primissimi anni ottanta ad un torneo di elevato spessore tecnico a Rovereto e se lo aggiudica battendo in semifinale la compagine del Verona neo promosso alla massima serie, che schiera sul monte di lancio il grande Cabalisti, uno dei più forti e longevi pitchers italiani di tutti i tempi. Basta questo per testimoniare il livello di gioco raggiunto dal baseball bolzanino a ranghi riuniti. Ma con i “se” – è cosa risaputa – non si fa la storia.

Dal punto di vista istituzionale importante è la costituzione, nel 1976, del Comitato Regionale Fibs Trentino - Alto Adige, decisione legittimata dall’aumento delle società affiliate delle province di Bolzano e Trento, fin qui dipendenti dal Comitato Regionale del Triveneto. Alla presidenza viene eletto l’avv. Renato Stenico di Trento, cui subentrò in seguito Franco Marazzi. Al naturale compimento del mandato, il nuovo Comitato fu presieduto dal geom. Franco Giovannini di Trento, in seguito divenuto Consigliere federale.

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