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Gli anni ottanta
Negli anni ottanta il baseball altoatesino raggiunge vertici mai più eguagliati in seguito, sia con la sua squadra più antica, il Bolzano BC, sia con il Pool 77 nato sul finire degli anni settanta. Ma procediamo con ordine. All’inizio del decennio l’organico del Bolzano Bc è costituito da un gruppo ormai consolidato: nel corso degli anni abbandonano l’attività per diverse ragioni atleti come Fanelli, Endrizzi, Laurati, S. Perissinotto, Bellinazzi, Farbene, ma al nucleo storico composto dai vari Azzolini, Costa, Hauser, Grillenzoni, Marangoni, Saracino, Donà, Pierro, Pellizzari, Segala e Pergher si affiancano giovani di talento come Sartori, M. Mosca, T. Tigliani, Tocchio, Stona, Bozzolan, Fasoli, i fratelli Davì, Carsaniga detto “Olivia”, Zampirollo, Gregori, Brolo e Biasi, i quali si integrano perfettamente nella squadra condividendone appieno la filosofia basata sulle 3 S: Sudore, Sacrifici, Soddisfazioni.
Il sodalizio del presidente Milani partecipa con alterne fortune al campionato di serie B sotto la guida tecnica di Renzo “Erminio” Mosca, rischia anche la retrocessione nella stagione 1983 salvandosi all’ultima giornata contro i parmigiani del Sorbolo, e decide di voltare pagina con l’ingaggio di un manager che si dedichi a tempo pieno alla squadra. Mosca nella sua veste di direttore sportivo contatta a Parma Carlos Guzman, famoso personaggio del baseball emiliano, ma alla fine la scelta della società cade su Mario Furlotti che viene a Bolzano nella duplice veste di allenatore-
Uno dei trascinatori della squadra è un atleta ben noto agli appassionati bolzanini di hockey, l’oriundo italo-
Il problema principale per la società del Presidente Milani, appena approdata nella nuova categoria, è dato dalle misure del campo “Lazzarini”, che non sono regolamentari sul lato destro. La stagione 1986 viene disputata grazie ad una deroga concessa dalla FIBS e si conclude con una salvezza meritata. Il Bolzano sotto la guida del manager Furlotti coadiuvato dal coach Pellizzari affronta compagini di rango quali Novara, Ronchi dei Legionari, Juve 48 di Torino, Godo, Collecchio, Sanremo. Tra i personaggi da ricordare occorre in primis menzionare Joe Anzini, un tecnico statunitense che approda a Bolzano per puro caso scambiando la propria abitazione con un insegnante bolzanino e scopre che qui si gioca a baseball ad un buon livello. Anzini, un passato da professionista, ex sceriffo, ex colonnello dei marines durante la guerra in Corea, partecipa agli allenamenti del Bolzano e porta nel capoluogo altoatesino un ragazzo appena ventenne di New York, tale Nick Larocca, che si rivela un talento puro: molto serio, fisicamente ben dotato, gioca nel ruolo di catcher, ma nello stesso tempo è un ottimo battitore. Tra le sue performances da ricordare un solo – home run che permise al Bolzano di vincere per 1-
Il biennio successivo rappresenta un vero e proprio calvario. Il Bolzano non dispone di un campo omologato per la categoria, la Federazione non concede più alcuna deroga per gli incontri casalinghi e quindi la formazione di Furlotti si vede costretta ad emigrare a Trento per le partite in casa. Questo fatto ha effetti devastanti: la squadra perde il proprio seguito di pubblico, diminuisce il rendimento dei giocatori, si acuiscono le divergenze tra giocatori e dirigenza, cui viene addebitata la responsabilità di non aver saputo pretendere dal Comune un impianto all’altezza dei risultati conseguiti, Furlotti dà le dimissioni nel corso del 1988, gli subentra Pellizzari, ma il campionato si conclude con l’inevitabile retrocessione. E’ un dato significativo che in quella infausta stagione il Bolzano non conquisti neppure una vittoria nelle partite nominalmente casalinghe disputate a Trento! Tutto il movimento subisce un brusco arresto ed impiegherà anni ad assorbire le conseguenze di quello shock.
Gli anni della crescita e del declino del Bolzano BC vedono nello stesso lasso di tempo il prepotente emergere della nuova realtà del Pool 77, sorto da un costola del Bolzano BC sul finire degli anni settanta. Il Pool 77 vanta una dirigenza dinamica e portatrice di novità. Tra i dirigenti vi sono personaggi come Ernesto “Charly” Carlini, Fulvio “Bruco” Mattivi, Franco Marazzi, Andrea Mazzucchi, via via i presidenti Postal e Flor. Va ascritto a particolare merito del Pool 77 l’organizzazione di tornei di respiro internazionale con squadre olandesi, tedesche, germaniche, cecoslovacche. Questo fatto genera iniziative che suscitano grande entusiasmo nei giocatori, come la partecipazione ad una serie di incontri amichevoli a Brno e a Praga, o la trasferta a Vienna per la partita inaugurale della neocostituita Federazione austriaca di baseball (con un primo fuoricampo di Beppe Marazzi subito seguito da un secondo di Massimo “Macho” Zecchini).
Ma nella memoria di tutti gli appassionati rimane scolpita a lettere cubitali la magica trasferta della rappresentativa del Trentino – Alto Adige nel 1985 nella patria del baseball, gli Stati Uniti d’America, segnatamente a New Orleans in Louisiana. La rappresentativa, che raccoglieva i migliori atleti del Pool 77, del Brixia, del CUS Trento e del Rovereto, ha così modo di confrontarsi con un livello di gioco nettamente superiore, disputando una serie di incontri amichevoli con alcune squadre giovanili, come la Shaw Eagles High School ed il Terry Town di New Orleans, rimediando due onorevoli sconfitte per 6-
A questo fiorire di iniziative si accompagna una crescita tecnico-
Altro fattore determinante per l’affermazione del “batti e corri” altoatesino nel corso degli anni ottanta è l’organizzazione a Bolzano di tornei con prestigiose società militanti in campionati superiori, che consentono ai giocatori locali di confrontarsi con realtà di tutto rispetto ed agli appassionati di ammirare un baseball di grande spessore tecnico. Delle manifestazioni anche di respiro internazionale organizzate dal Pool 77 ci siamo già occupati diffusamente. E’ giunto il momento di citare anche alcune delle squadre che partecipano ai tornei organizzati dal Bolzano BC, il più antico dei quali era il Città di Bolzano, prima denominato Coppa Fiera, in riferimento al periodo nel quale si svolgeva e per un piccolo contributo che veniva erogato dall’Ente Fiera: Bollate (Serie Nazionale); Black Panters Ronchi, Calze Verdi Bologna, Vicenza, Novara, Pianorese, Sala Baganza, S. Arcangelo di Romagna, Nuova Era (BO), Verona (tutte compagini militanti in A2); Conegliano, Ustica, S.Martino Buonalbergo, Castelfranco Veneto, Bellamio Padova (tutte squadre militanti nella serie cadetta), la Nazionale del Veneto All Stars, oltre naturalmente alla formazioni regionali, ossia Pool 77, Brixia, CUS Trento, Rovereto.
Di conseguenza calcano il diamante bolzanino atleti di assoluto valore, di cui si citano, per mancanza di spazio, solo i nomi dei più importanti: Robert Roman (ricevitore -
