Gli anni novanta segnano la rinascita del movimento del “batti e corri” altoatesino, che proprio sul finire del decennio precedente, dopo aver raggiunto con il Bolzano BC i massimi fasti grazie alla disputa di tre consecutivi campionati in A2, aveva subito una brusca battuta d’arresto. Il Bolzano BC, dopo aver ceduto i suoi migliori talenti ai Flower Gloves di Verona, in particolare i lanciatori Andrea Sartori e Mauro Grillenzoni, anche per risanare una disastrosa situazione finanziaria, passa in un certo senso la mano al Pool 77 Bolzano, che assorbe così nel proprio organico tutti i migliori giovani della piazza bolzanina, mentre la “vecchia guardia” biancorossa abbandona in massa l’attività agonistica in aperta polemica con la dirigenza di Renato Milani, creando un vuoto generazionale destinato a pesare enormemente negli anni a venire.

anni_novanta

Tocca pertanto al sodalizio del presidente Mazzucchi risollevare le sorti del baseball locale. L’anno chiave è il 1993, quando il 28enne Claudio Carsaniga, appena reduce dal corso come tecnico di base, viene chiamato a guidare la squadra del Pool 77 nel campionato di C1. E’ merito del popolare “Caio” aver creato un gruppo destinato a vincere parecchio negli anni successivi, composto da giocatori quali Mazzucchi, Magri, Bozzolan, Zecchini, R. Nurrito, Cibin, Guerra, Occhi, Zanvettor, Tombolato, Mescalchin, Gemelli, Castioni, Rizzi, Piu, Poli, Allegri. Nella stessa stagione approda a Bolzano, nell’ambito di un accordo stipulato tra la federazione italiana e quella cubana, un tecnico dell’isola caraibica, primo di una lunga serie, Rigoberto Blanco Diaz, che dà al movimento nuova verve, trovando subito l’intesa con Carsaniga. I risultati giungono immediatamente, quasi d’incanto: vittoria nel girone e play-off per la promozione in serie B, dove il Pool 77 soccombe solo di fronte alla forza degli Amatori di Ponte di Piave nel doppio incontro per 6-2 e 12-2. Tra gli aneddoti di quella stagione la famosa disputa sulle palline di gioco, per cui l’arbitro della partita, Bastianello, decise di non far disputare il primo incontro di play-off perché riteneva la palline messe a disposizione dal Pool 77 non omologate, interpretazione che venne poi clamorosamente smentita dagli organi della FIBS.

anni_novanta1

L’anno successivo, il 1994, è da incorniciare: primo posto in campionato e promozione diretta nella serie cadetta ed un incredibile torneo di Coppa Italia nella post-season autunnale, in cui i ragazzi di Carsaniga giungono sino alla final-four al “Falchi” di Bologna, ove sconfiggono in semifinale il favoritissimo Nettuno, farm team della società militante in A1, per cedere poi nettamente in finale, ormai scarichi mentalmente e fisicamente provati, contro il Montegranaro, destinato ad approdare ai lidi dell’A2 nell’arco di un biennio. Quali i protagonisti di quelle due stagioni incredibili? Mazzucchi, pitcher da 130 – 140 strike-out a stagione; Magri, sempre tra i primi lanciatori di categoria come media PGL, ma capace di exploit notevoli anche in battuta, come nel 1993, quando si rivela il migliore hitter della squadra con una media di 479; Nurrito R., più volte risultato il miglior battitore della formazione e il prima base più forte di categoria; Zecchini, capitano storico del Pool 77 ed autentica sicurezza all’esterno; Occhi, seconda base approdato poi anche in A2 con il Padova; il talentuoso Guerra; il terza base Tombolato, miglior battitore della squadra nel magico 1994 con una media battuta di 476; Rizzi, giocatore eccellente sia all’esterno che in battuta come lead-off.

Nel 1995 e nel 1996 il Pool 77 partecipa al campionato di serie B, che prevede l’obbligo di schierare almeno tre giovani, di cui uno sul monte di lancio, nella partita riservata agli under 19: il vivaio bolzanino non è in grado di sfornare talenti con sufficiente esperienza per gareggiare con compagini che possono pescare in un bacino ben più ampio di quello altoatesino, e questo fa sì che l’organico sia competitivo solo nell’incontro destinato ai seniores. Tuttavia la compagine allenata dal duo Carsaniga – Blanco Diaz riesce a conquistare comunque la salvezza nella prima stagione, gareggiando in un girone di ferro composto da formazioni quali S. Martino, Legnano, Padova, Rho, Junior Parma, Piacenza, Sala Baganza, Mediolanum Milano, Alpina Targeste, Senato, Fossano. Nella stagione successiva il Pool 77 pur conquistando la salvezza sul campo sotto la guida del nuovo tecnico cubano Reinaldo Batista, subentrato a Rigoberto Blanco Diaz alla conclusione di un ciclo triennale denso di successi, decide tuttavia di non iscriversi nuovamente al campionato cadetto per avviare un nuovo ciclo ringiovanendo i ranghi. Da ricordare in quel campionato le grandi prestazioni individuali in attacco del trio Occhi, Guerra e Nurrito R., capaci di battere ad oltre media 400 e l’elezione alla presidenza della società di Antonio Zaccomer, destinato a guidare il sodalizio sino ai giorni nostri, in sostituzione di Andrea Mazzucchi, giocatore della prima ora del Bolzano BC e fondatore del Pool 77.

I campionati di C1 del biennio 1997 e 1998 sono sostanzialmente di transizione, sotto la guida di Luis Leiva e Reinaldo Batista, coadiuvati da Carsaniga come coach, pur senza trascurare la vittoria del girone nel 1998, benchè nei play-off per la promozione il Pool 77 si debba arrendere nettamente per 11-5 e 8-1 ad un Ponzano Veneto di altra categoria. Tuttavia si tratta di anni importanti, perché consentono la maturazione dei giovani prodotti del vivaio locale, come Zaccomer, Alotti, Caser, Bergamini, De Boni, Prosseri, Dasser. I frutti della politica societaria si colgono nella stagione successiva, sotto la guida del manager Furlotti: il Pool 77, dopo un campionato tutto sommato deludente, ingrana la quinta in Coppa Italia, portando l’ambito trofeo, vero e proprio scudetto di categoria, a Bolzano per la prima volta nella storia del baseball altoatesino. E’ una vera e propria cavalcata trionfale, caratterizzata da sei vittorie per manifesta superiorità in otto partite: i ragazzi del duo Furlotti-Carsaniga travolgono Pixies, Villafranca, San Bonifacese, Bellamio, Conegliano, Stray Dogs Codogno e nella final-four di Sesto Fiorentino, in un week-end da tregenda per le condizioni atmosferiche, il Mufolara Polizzi per 16-6 e il Perugia per 10-4. Ecco i magnifici protagonisti dell’impresa che vendica la sconfitta subita nel 1994 a Bologna: il quartetto dei lanciatori Mazzucchi, Magri, Bergamini e Castioni; i ricevitori Gemelli e Donegà; gli interni Nurrito R., Alotti, Zanvettor, Piu, Guerra, Denis e Daniele De Boni; gli esterni Caser, Zaccomer, Zecchini.

Sull’onda dell’entusiasmo la società chiede nel 2000 il ripescaggio in serie B: è un’esperienza dura, dal momento che la concorrenza è agguerrita, comprendendo alcune delle migliori formazioni del Triveneto come S. Martino Buonalbergo, Ponzano Veneto, Alpina Tergeste, Dynos Verona, Europa, Redipuglia, Amatori Piave, che si conclude con una salvezza conquistata grazie ad otto vittorie (record di categoria per il sodalizio di Zaccomer). Ma a fine stagione, a due giornate dalla fine del campionato, si verifica una frattura mai più sanata tra la società ed alcuni dei suoi giocatori più rappresentativi, come Guerra, Gemelli, Piu, Negri, Donegà, che abbandonano la squadra in aperta polemica con il direttivo ed in segno di insofferenza anche nei confronti di alcuni dei giocatori più giovani. Mai come in questa occasione vale la massima di vichiana memoria dei corsi e ricorsi della storia: così come alla fine degli anni ottanta i dissidi tra giocatori e società avevano portato ad una brusca battuta d’arresto del baseball bolzanino, così, dieci anni dopo, si ripete la medesima vicenda.

Il Pool 77, non potendo sopperire alle defezioni dei giocatori sopra citati, cui poi se ne aggiungono altre a fine stagione, deve autoretrocedersi nel campionato di C1 e ricostruire con pazienza certosina una nuova squadra: il presidente Zaccomer chiama a questo delicato compito di ricostruzione Claudio “Caio” Carsaniga, autentico mago dello spogliatoio, cui affianca un nuovo tecnico cubano, Roberto Medina, tutto ciò mentre all’orizzonte del baseball bolzanino si staglia una nuova ed ambiziosa società, i Pixies del presidente Vergolini. Questo sodalizio, nato nel 1996 per soddisfare il desiderio di alcuni ex giocatori di riprendere a praticare il baseball in maniera amatoriale, dopo alcune stagioni in C2 e C1, funge da irresistibile sirena per gli atleti dissidenti del Pool 77, che si trasferiscono in blocco in quel club, per cui si scatena una grande rivalità tra i due sodalizi per conseguire il primato cittadino. Il paradosso, che suona doloroso per chi scrive e per tutti gli appassionati, è che un gruppo di giocatori, che avrebbe potuto tranquillamente militare in una serie superiore, si divida in due formazioni destinate ad aspirare al massimo a campionati di C1, sia pure di vertice.

Zaccomer prova la soddisfazione di inanellare nel 2001 l’ennesima vittoria nel campionato di C1, anche se non riesce a sfatare il tabù dei play-off, dove la compagine bolzanina soccombe, sia pure di misura, al Padova per 4-3 e 11-8, ma si rende conto che ormai si è concluso un ciclo. Decide pertanto di abbandonare l’attività senior dopo oltre vent’anni di campionati in serie C1 e serie B, in cui il Pool 77 ha mietuto una moltitudine di successi, e di consolidare la collaborazione, peraltro già in atto, con il Bolzano B.C., orientando la propria attività esclusivamente allo sviluppo del settore giovanile, onde garantire un futuro al baseball a Bolzano, visto che questo sport non dispone nel capoluogo cittadino di un bacino d’utenza neppure paragonabile con quello di altre discipline.

Il 2001, è un anno importante anche perché vede, il sei maggio, l’inaugurazione del nuovo campo da baseball, che sostituisce il glorioso “Lazzarini”, nuovo diamante omologato per le categorie superiori e dotato dell’impianto di illuminazione: viene così piantato un altro importante tassello per lo sviluppo della disciplina, coronando un’attesa durata trent’anni.

Le due stagioni successive segnano l’acme della rivalità tra Pixies e Bolzano BC, subentrato al Pool 77 nella gestione dell’attività seniores, e sono caratterizzate dalla contrapposizione di due linee di pensiero inconciliabili: da una parte i Pixies, che schierano giocatori ormai sul viale del tramonto, sia pure ancora validi tecnicamente, dall’altra il Bolzano di un dirigente factotum come Mauro Belliero, che sposa in pieno la linea verde, facendo debuttare alcuni giovani di belle speranze, come Sevvi, Belliero, Mellini, i fratelli De Boni, Mosca, Chinaglia, a fianco dei superstiti della vecchia guardia, come Zecchini, Mazzucchi, Magri, Bergamini, Alotti, Occhi, Caser, Zaccomer. Carsaniga forgia insieme a Medina tra il 2001 ed il 2002 un gruppo indomito, dimostrando una volta di più che lo spirito di squadra vale più di una somma di alcune individualità, consegnando nel 2003 al nuovo manager Pellizzari una formazione unita e pronta a grandi imprese. I giovani del Bolzano BC, così vilipesi dai loro ex compagni di squadra, andati ad ingrossare le file dei Pixies, si piazzano sempre prima dei cugini cittadini in campionato, confezionando il loro capolavoro nella caldissima stagione 2003. Dopo una partenza titubante la formazione di Pellizzari innesta il turbo nella seconda parte della stagione, agguantando grazie al secondo posto in campionato i play-off per la promozione in serie B, perdendo in seguito con onore contro il CUS Milano per 18-15 e 14-7. Sullo slancio il Bolzano non si ferma più, disputando una Coppa Italia di altissimo livello, superando nel concentramento disputato in casa Bovisio Masciago e Staranzano, e sconfiggendo nella finalissima di Vicenza per 11-6 il Chianti.

Vincere è difficile, ma ripetersi lo è ancora di più. Il Bolzano riesce nell’impresa aprendo un nuovo ciclo con il manager cubano Dagoberto Chavez Dominguez, che conquista tutti, dirigenti, giocatori ed appassionati, per la sua serietà e la sua umanità, oltrechè per le sue doti tecniche, rivelandosi forse il più “stakanovista” tra gli allenatori giunti dall’isola caraibica. A lui viene affidato il compito di proseguire nell’opera di ringiovanimento dell’organico, per cui nell’arco di un triennio approdano in prima squadra altri prodotti del vivaio locale, come Gemelli, Segala, Lazzarini, Abram, Pellin e Marchesan. Ma ripercorriamo la magica stagione 2004: il campionato si rivela molto difficile ed equilibrato e solo uno sfortunato spareggio, perso contro il San Lorenzo Isontino, approdato poi alla serie B, preclude ai ragazzi del presidente Belliero l’accesso ai play-off. Nella post-season il Bolzano, affidato per l’occasione a Carsaniga, regala al proprio condottiero di tante battaglie la soddisfazione di mettere in bacheca come manager la Coppa Italia di C1, la terza in sei anni, la seconda consecutiva, la quarta finale in dieci anni, segno di un dominio assoluto per il baseball bolzanino sotto le insegne del Pool 77 prima, del Bolzano poi. Vinto agevolmente il girone di qualificazione con Palladio Vicenza e T-Rex Pastrengo, la formazione biancorossa supera nel concentramento a Vicenza il Seveso per 5-4 e soprattutto lo Junior Modena per 4-2, in quella che si può definire una vera e propria finale anticipata. Autentico protagonista dell’incontro il pitcher Magri, che sfiora un clamoroso “no hit game” interrotto solo al settimo inning, galvanizzando con i suoi lanci una difesa a dir poco insormontabile, capace di bloccare la macchina da guerra emiliana, sino ad allora imbattuta con diciotto vittorie consecutive. La finale è senza storia, ed il Bolzano si aggiudica agevolmente il trofeo battendo per 6-2 il S. Lazzaro Savena sul diamante portafortuna di Vicenza.

Veniamo così ai giorni nostri: la stagione 2005 si rivela di transizione, anche perché appendono il guanto al chiodo veterani come Nurrito R., Zecchini, Occhi, Caser, ma il lavoro del popolare manager “Dago” dà i suoi frutti nel 2006, altra annata da incorniciare. Partito in sordina il sodalizio del presidente Belliero, iscritto per la prima volta nella sua storia nel girone lombardo della C1, infila un girone di ritorno da favola, agganciando all’ultima giornata la vetta della classifica e vincendo per 12-7 al “Gavagnin” di Verona, su campo neutro, lo spareggio contro i Cubs Altopiano Seveso. Ancora una volta la maledizione dei play-off colpisce la formazione biancorossa, che soccombe contro i piemontesi del Fossano nella serie finale, ma la rinuncia degli stessi a salire di categoria schiude al Bolzano le porte della serie B per la stagione 2007.

La storia del baseball bolzanino così prosegue: altre pagine gloriose attendono di essere scritte.

freccia_sx